Fra tutte le affermazioni delle sette mappe, questa è la più facile da mettere alla prova, e anche la più facile da fraintendere come esortazione. Non lo è: è una conseguenza tecnica di come il corpo eterico viene definito.
Le abitudini spirituali, le pratiche regolari, gli esercizi quotidiani si «iscrivono» nel corpo eterico. Non nella mente come concetti, ma nel corpo vitale come disposizioni. Ecco perché la regolarità è così importante per Steiner: non per disciplina morale, ma perché è il modo in cui il lavoro spirituale diventa costitutivo dell'essere.
Da Il corpo come strumento spirituale, nota tematica della Biblioteca Ascesa
La definizione che rende necessaria la conseguenza
Il corpo eterico non è definito, nella mappa steineriana, come una sostanza sottile aggiunta al corpo: è il principio che mantiene la forma contro la disgregazione, e porta la crescita, la guarigione e la memoria biologica. Il termine chiave è l'ultimo. Se un principio è il deposito della memoria del vivente, allora è anche il deposito delle abitudini, e non solo di quelle fisiche, come il modo di camminare o di respirare, ma anche di quelle psicologiche, come il modo di reagire e di ricordare.
Da qui la conseguenza: ciò che si fa una volta sola resta un concetto, ciò che si fa regolarmente diventa una disposizione. Non è una massima di buon senso travestita da dottrina: è quello che la definizione del principio comporta, e se il principio non esistesse la conseguenza cadrebbe con lui.
La stessa cosa detta dalle altre mappe
Nessun'altra delle sette mappe dice esattamente questo, ed è un caso in cui la convergenza non c'è. Le Upanishad non hanno motivo di attribuire l'abitudine al pranamaya kośa, perché nella loro direzione ciò che si accumula non aiuta: si depone. Paracelso ha nell'archeus un principio che si conosce da quello che fa, e la ripetizione di un gesto sano o malsano lo riguarda, ma il suo interesse è la malattia e non la disciplina. La Kabbalah colloca il costruirsi delle virtù nella ruach, che nel confronto sta più vicina al corpo astrale che al corpo eterico.
Che la mappa steineriana sia sola, su questo punto, è un'informazione: le convergenze di questo sito valgono anche per quello che non fanno.
Un punto verificabile, e uno no
Che una pratica ripetuta cambi le disposizioni è osservabile da chiunque, e non richiede alcuna dottrina dei corpi sottili per essere descritto. Che il luogo di quel cambiamento sia un principio distinto dal corpo fisico è, invece, esattamente ciò che la mappa afferma e che nessun'osservazione ordinaria conferma o smentisce. Le due cose vengono spesso presentate insieme, e conviene tenerle separate: la prima è un fatto, la seconda è la tesi.
Segue I centri, e la cautela, i sette cakra, i fiori di loto, e l'avvertenza che li accompagna.
- Si depone o si lavora, la contraddizione da cui questa pagina dipende
- I quattro corpi