Steiner descrive l'essere umano come composto di quattro principi, o «corpi», di natura diversa. Non sono parti separate: sono aspetti di un unico essere, percepibili a livelli di finezza crescente. La distinzione non è morale e non è anatomica, è di regno: ogni principio segna cosa l'essere umano condivide con i minerali, con le piante, con gli animali, e cosa non condivide con nessuno.
I gradini
- Corpo fisico Physischer Leibil veicolo minerale
Il corpo materiale, quello della biologia, della chimica e della fisica, governato dalle stesse leggi del mondo fisico. È il principio condiviso con il regno minerale. Durante la vita è portato dagli altri tre: senza di essi si dissolverebbe in meno di un anno.
Nelle Upanishad l'annamaya kośa, l'involucro del cibo. In Paracelso il Sal, il principio che dà forma e permane.
- Corpo eterico Ätherleibdetto anche corpo vitale, e più tardi «corpo delle forze formatrici»
Il principio vivente: ciò che distingue l'organismo vivo dalla materia morta. Non una forza mistica arbitraria, ma il principio organizzante che mantiene il corpo fisico contro la sua disgregazione. Condiviso con le piante e con gli animali. Porta la crescita, la guarigione, la memoria biologica, ed è il deposito di tutte le abitudini, fisiche e psicologiche. Dopo la morte si dissolve nei primissimi giorni, ed è in questo dissolversi che avviene, secondo Steiner, il panorama della vita.
Il pranamaya kośa delle Upanishad, l'archeus di Paracelso e il qi cinese gli vengono accostati con disciplina: sono specchi funzionali, non tre nomi della stessa cosa.
- Corpo astrale Astralleibdetto anche corpo dell'anima; il nome è tradizionale e non ha a che fare con la previsione astrologica
Il veicolo delle emozioni, degli impulsi e delle immagini: il desiderio, la sensazione, il dolore e il piacere. Condiviso con gli animali, non con le piante. È la parte più caotica e più difficile da trasformare, perché ha una propria dinamica spesso indipendente dalla volontà. Durante il sonno lascia parzialmente il corpo fisico ed eterico, e di qui il sogno come esperienza parziale di un altro piano.
Il manomaya kośa, l'involucro della mente. In Agrippa il corpo siderale. Il territorio che la psicologia del profondo chiama inconscio personale gli somiglia da un altro versante.
- L'Io Ichil principio propriamente umano
Ciò che non è condiviso con minerali, piante o animali: l'autocoscienza, la capacità di dire «io» e di riconoscersi soggetto continuo nel tempo. Per Steiner non è un prodotto del cervello, ma un principio spirituale che lavora attraverso il cervello e il corpo. È anche il principio che trasforma gli altri tre.
Il confronto con l'Ātman è lo specchio più delicato di tutto il sito, e la differenza è dichiarata: per Steiner l'Io individuale è reale e permanente, per l'Advaita Vedānta l'Ātman si rivela infine identico al Brahman. Due vette che si somigliano da lontano.
I tre principi in sviluppo
L'evoluzione spirituale, per Steiner, è il processo attraverso cui l'Io trasforma progressivamente i tre corpi inferiori. Il corpo astrale trasformato diventa il Sé Spirituale (Manas); il corpo eterico trasformato diventa lo Spirito della Vita (Budhi); il corpo fisico trasformato diventa l'Uomo Spirito (Atma). I tre nomi sono presi dalla teosofia di Blavatsky, e questo è uno dei punti in cui le due mappe si toccano davvero, non per analogia.
Quello che solo questa mappa dice
Due cose che nessun'altra mappa del sito dice. La prima: in Teosofia l'anima è articolata in tre livelli distinti, anima senziente, anima razionale e anima cosciente, e lo sviluppo dell'anima cosciente è indicato come il compito specifico dell'epoca presente. La seconda: ogni corpo porta in sé la qualità della fase cosmica in cui è stato formato, così che leggere il corpo umano è leggere una biografia dell'evoluzione.
La fonte
Rudolf Steiner, Teosofia (1904), La Scienza Occulta (1910), Macrocosmo e Microcosmo (1910). La mappa conta quattro principi, più tre in sviluppo.
- Teosofia, Rudolf Steiner
- La Scienza Occulta, Rudolf Steiner
- Macrocosmo e Microcosmo, Rudolf Steiner
La mappa seguente è I cinque involucri, le upanishad, e ciò che sta al centro e non è un involucro.
- Il corpo sottile, quattro voci, dove il corpo eterico è messo a fronte con l'archeus, i kośa e il corpo tessuto di tempo
- I cinque involucri, la mappa che più spesso viene sovrapposta a questa, e che non si sovrappone