Questa è la pagina del sito che si presta di più a essere letta male, e per questo l'avvertenza sta prima della tabella e non dopo.
I sette centri
La tradizione indiana chiama cakra, ruote, sette centri disposti lungo la colonna vertebrale, e li descrive come una mappa del corpo energetico molto più dettagliata dei quattro corpi steineriani. Steiner li chiama fiori di loto, e in Macrocosmo e Microcosmo li elenca usando la corrispondenza orientale come punto di riferimento, cioè dichiarando di prendere in prestito una nomenclatura che non è la sua.
| Centro | Posizione | Qualità | Petali, in Steiner |
|---|---|---|---|
| Sahasrara | Corona | Connessione cosmica | Il centro della testa, mille petali |
| Ajna | Fronte | Visione, intuizione | Il centro della fronte, due petali |
| Vishuddha | Gola | Comunicazione, verità | Il centro della gola, sedici petali |
| Anahata | Cuore | Amore, connessione | Il centro del cuore, dodici petali |
| Manipura | Plesso solare | Volontà, potere | Il centro del plesso solare, dieci petali |
| Svadhisthana | Sacrale | Sessualità, creatività | Il centro sacrale, sei petali |
| Muladhara | Base della colonna | Sopravvivenza, radicamento | Il centro della base, quattro petali |
Le corrispondenze fra i sette centri e i quattro corpi, così come la nota tematica le riporta, stanno nella tabella della pagina d'apertura di questa sezione. Sono un accostamento fra due sistemi con un numero diverso di regioni, e vale per loro tutto quello che dice Il numero è la mappa.
La cautela
Steiner descrive lo sviluppo dei fiori di loto come risultato naturale del lavoro morale e meditativo, e mette in guardia contro qualsiasi tentativo di svilupparli deliberatamente attraverso tecniche yogiche o di respirazione senza la preparazione morale corrispondente. La ragione che dà non è ascetica: un centro aperto senza un Io purificato produce squilibri, non illuminazione. Nelle sue parole, forzare questo sviluppo è particolarmente pericoloso nell'epoca presente.
Questa avvertenza è del 1910, viene da un autore che credeva alla realtà di ciò che descriveva, ed è rivolta a chi condivide le sue premesse. Il sito la riporta per la stessa ragione per cui riporta la mappa: perché appartiene al documento. Chi non condivide le premesse ne ricaverà comunque un'informazione storica utile, cioè che dentro quella tradizione l'elenco dei centri non è mai stato dato come un manuale.
Il Doppio
Nello stesso ciclo di conferenze compare un'altra figura, e conviene nominarla qui perché appartiene allo stesso territorio. Il Doppio è la proiezione delle forze oscure dell'essere umano, resa visibile da un altro piano: non un essere indipendente, ma la propria natura non integrata vista dall'esterno. Ciò che Jung chiama ombra le somiglia per struttura, e la gnosi islamica descrive nel qarīn una figura affine. I tre registri restano distinti, e il sito li tiene distinti.
Segue Le proporzioni, il corpo come oggetto di contemplazione, e non come specchio.
- Macrocosmo e Microcosmo, il volume da cui viene l'elenco
- I confini di questo sito