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La tavola comparata

La tavola comparata

Le mappe in colonna, e le caselle che restano vuote


Questa è la pagina più fragile del sito, ed è al centro apposta. Mettere in colonna le mappe è utile e pericoloso nella stessa misura: utile perché mostra dove le tradizioni indicano davvero la stessa regione, pericoloso perché una tabella suggerisce un'equivalenza che quasi mai esiste. Le regole con cui è costruita stanno qui sotto, e vanno lette prima delle colonne.

Le tre regole di questa tavola

La prima: una casella vuota è un'informazione, non una lacuna. Dove una tradizione non ha un corrispondente, la casella dice «nessun corrispondente» e non prova a riempirsi per simmetria.

La seconda: le colonne sono ordinate per densità, dal più denso al più sottile, e l'ordine è l'unico criterio comune. Non significa che i piani allineati siano la stessa cosa: significa che occupano la stessa posizione nella loro scala.

La terza: due mappe delle sette non entrano nella tavola, e non per povertà. Il tempio come corpo e le membra e i pianeti rispondono a una domanda diversa da «di quanti piani sono fatto», e stanno sotto, in una riga a parte.

Le cinque mappe che contano piani, ordinate per densità
TradizioneIl piano più densoIl secondoIl terzoIl più sottile
SteinerCorpo fisicoCorpo etericoCorpo astraleIo
KabbalahNefeshRuachNeshamah(Chayah, Yechidah)
UpanishadAnnamayaPranamayaManomayaVijnanamaya, poi Ātman
ParacelsoSalMercuriusSulphurnessun corrispondente
HermeticaCorpo fisicoQualità lunariQualità solariNous divino

Le caselle vuote, una per una

Paracelso, quarto piano. Vuota, e per una ragione che sta nella tradizione. I tre principi non sono strati sovrapposti: sono qualità compresenti in ogni sostanza in proporzioni diverse. La domanda «quale dei tre corrisponde al quarto piano di Steiner» non ha risposta perché la mappa non è fatta di piani. Accanto ai tre principi Paracelso pone l'archeus, che però non è un quarto principio: è ciò che individua.

Upanishad, quinto involucro. L'anandamaya kośa, l'involucro fatto di beatitudine, non trova corrispondente nelle mappe occidentali del sito. Il piano dello stato di sonno profondo, la coscienza senza oggetti, non è nominato né da Steiner né dalla Kabbalah né da Paracelso come un livello dell'essere.

Kabbalah, quarto e quinto livello. Chayah e Yechidah non sono di tutta la tradizione: alcune scuole li aggiungono, altre si fermano a tre. La casella li riporta fra parentesi perché il loro statuto è diverso da quello dei primi tre.

Le due mappe che non entrano

Le mappe che non contano piani
MappaA quale domanda rispondeChe cosa mette al posto dei piani
Schwaller de LubiczSecondo quale legge sono fattoUna proporzione, la sezione aurea, verificabile con un metro
AgrippaCon che cosa sono in relazioneUna rete di corrispondenze fra membra, pianeti, metalli, giorni
Sepher YetzirahDi che cosa sono scrittoUna grammatica: tre lettere madri, sette doppie, dodici semplici

Che cosa resta, dopo

Tolte le equivalenze che non reggono, restano due convergenze, e sono più solide proprio perché sono poche.

La prima. Tutte le tradizioni pongono, fra il corpo che si vede e il principio più alto, almeno una regione intermedia, e tutte la legano alla vita e non alla coscienza: la si ha senza saperlo. Su questo punto le sette mappe non si contraddicono mai.

La seconda. Tre descrizioni su quattro, fra quelle messe a fronte nell'attraversamento, finiscono per descrivere quella regione come un'attività e non come una sostanza: le forze formatrici di Steiner, il vulcano interno di Paracelso, il corpo tessuto di tempo di Scaligero. È una convergenza sul modo di essere, non sul nome, ed è la più interessante che il sito abbia trovato.

Restano fuori, e vanno tenute fuori, l'identità del principio più alto, il numero dei piani, e il destino di ciascuno dopo la morte: sono i tre punti su cui la nota d'apertura registra le divergenze, e nessuna tavola li risolve.

Il passo seguente

Le contraddizioni che questa tavola rende visibili sono distese una per una in A fronte.