I termini dell'anatomia interiore, uno per uno, con l'etimologia, dove lavorano nel sito, e i termini vicini. Le relazioni usano tre sole parole, specchio, per contrasto e convergenza strutturale, più «vedi anche», che non afferma niente. In nessuna voce compare un segno di uguale fra termini di tradizioni diverse: è la regola che tiene in piedi tutto il resto.
Tutti i termini
Anima cosciente
tedesco: Bewusstseinsseele, in Teosofia (1904)Il più alto dei tre livelli in cui Teosofia articola l'anima, dopo l'anima senziente e l'anima razionale: la coscienza che osserva se stessa ed è consapevole del proprio essere cosciente.
Archeus
latino di Paracelso, dal greco archḗ, «principio»; detto anche «ares»In Paracelso non è affatto un corpo: è il principio che separa l'individuale dal generale, e lo si conosce da quello che fa.
Brahman
sanscrito: ब्रह्मन्, bráhman, neutroNelle Upanishad, il fondamento del reale: ciò da cui tutto sorge, in cui tutto si regge e a cui tutto torna. Non un dio fra gli altri, quello è un altro termine: il sostrato stesso dell'essere.
Corpo astrale
italiano; nel lessico di Steiner: Astralleib, nome tradizionale, non legato alla previsione astrologicaIl veicolo delle emozioni, degli impulsi e delle immagini, condiviso con gli animali. Il nome è tradizionale e inganna:
Corpo eterico
italiano; nel lessico di Steiner: Ätherleib, «corpo eterico o vitale»Il principio vitale che anima il corpo fisico, condiviso con le piante e gli animali: porta la crescita, la riproduzione, la memoria biologica. È il primo gradino dell'anatomia sottile steineriana.
Corpo, anno, mondo
la triplice corrispondenza del Sepher YetzirahLa struttura più sistematica del Libro della Formazione: ogni lettera, ogni sefirah, ogni categoria primordiale si manifesta simultaneamente su tre livelli, il corpo che è lo spazio umano...
Corrispondenze
latino della Tavola di Smeraldo: quod est inferius est sicut quod est superiusIl principio ermetico per cui i piani del reale si rispondono: ciò che è in basso è come ciò che è in alto.
Fiori di loto
italiano; in Steiner Lotusblumen, nome dato ai centri che l'India chiama cakra, «ruote»I centri di percezione soprasensibile, che Steiner descrive in Macrocosmo e Microcosmo usando la corrispondenza orientale come punto di riferimento:
Forze formatrici
tedesco: Bildekräfteleib, il secondo nome che Steiner diede al corpo etericoMolti anni dopo aver pubblicato Teosofia, Steiner ribattezzò il corpo eterico «corpo delle forze formatrici», dichiarando in nota che non si farà mai abbastanza per evitare la confusione...
Guardiano della Soglia
tedesco: Hüter der Schwelle (Steiner)L'incontro, sulla soglia fra coscienza ordinaria e mondo interiore più vasto, con ciò che di sé non si è ancora voluto guardare.
Il Doppio
tedesco: Doppelgänger, nel lessico di SteinerLa proiezione delle forze oscure dell'essere umano, che un altro piano rende visibile. Non è un essere indipendente: è la propria natura non integrata, vista dall'esterno.
Intelligenza del cuore
francese di Schwaller de Lubicz: intelligence du cœur; in egizio HatiUna facoltà sintetica che coglie le relazioni e le proporzioni senza passare dal ragionamento. Non è emozione:
Io
italiano; nel lessico di Steiner: IchIl principio autocosciente specificamente umano: ciò che dice «io» e permane attraverso le esperienze.
Kośa
sanscrito: कोश, kośa, «fodero», «guaina», «custodia»Uno dei cinque involucri che, nelle Upanishad, rivestono il Sé: annamaya (fatto di cibo), pranamaya (fatto di soffio vitale), manomaya (fatto di mente), vijnanamaya (fatto di intelletto...
Manas, Budhi, Atma
sanscrito, usati da Steiner nel lessico ereditato dalla teosofiaI tre principi che l'Io produce trasformando i tre corpi inferiori: il corpo astrale trasformato diventa il Sé Spirituale (Manas), il corpo eterico trasformato diventa lo Spirito della Vita...
Microcosmo
greco: mikrós kósmos, «piccolo mondo»L'uomo come compendio del cosmo. L'idea è centrale in Paracelso, in Agrippa e in Böhme, ed è il fondamento di tutte le mappe di questo sito che non contano piani:
Māyā
sanscrito: माया, māyā, da mā-, «misurare»L'illusione cosmica, e la parola va subito disarmata: non significa che il mondo non esista, ma che viene percepito come separato da Brahman quando invece ne è manifestazione. La māyā non è il male:
Nefesh
ebraico: נֶפֶשׁ, néfesh, in origine «gola», poi «respiro», «vita»La prima delle tre anime della Kabbalah: il principio vitale e animale, le funzioni biologiche, gli istinti, le passioni elementari. È legata al sangue.
Neshamah
ebraico: נְשָׁמָה, neshamáh, dalla radice del respirareLa terza delle tre anime: il principio spirituale più alto, l'aspetto dell'uomo che partecipa direttamente della natura divina. La neshamah non pecca e non si corrompe.
Neti neti
sanscrito: नेति नेति, «non questo, non quello»La tecnica apofatica delle Upanishad, e il metodo proprio della mappa dei kośa: per trovare l'Ātman si nega sistematicamente ogni cosa con cui lo si identifica per errore, non il corpo, non...
Prana
sanscrito: प्राण, prāṇa, «soffio vitale»La forza vitale cosmica. Non è l'aria che si respira: è la vita che circola nell'aria, nel cibo e negli esseri, e che le Upanishad trattano come un piano proprio dell'essere umano, il pranamaya kośa.
Ruach
ebraico: רוּחַ, rúach, «vento», «soffio», «spirito»La seconda delle tre anime: il principio dell'emozione, del carattere morale, della volontà orientata. È il campo dove si svolge la vita morale, dove le virtù si costruiscono e i vizi si radicano.
Sat-cit-ānanda
sanscrito: सच्चिदानन्द, «essere, coscienza, beatitudine»La triplice descrizione del Brahman: l'unica cosa che è davvero (sat), l'unica coscienza (cit), la sola beatitudine (ānanda).
Scintilla dell'anima
tedesco medievale di Eckhart: Fünklein, «scintilluzza»; latino: scintilla animaeIl punto dell'anima che, per Eckhart, non è creato e non è creabile, e in cui Dio nasce. È il termine occidentale più vicino alla neshamah kabbalistica e, per un'altra via, all'Ātman:
Sezione aurea
il rapporto φ, circa 1,618; in Schwaller una legge e non una curiositàIl rapporto fra l'altezza totale del corpo e quella dall'ombelico alla testa. Le stesse proporzioni si trovano nelle spirali della galassia, nel guscio del nautilus, nella crescita dei girasoli.
Simbolismo funzionale
francese di Schwaller de Lubicz: symbolisme fonctionnelContrariamente al simbolismo convenzionale, dove un'immagine sta per un concetto, il simbolo funzionale è strutturale: funziona come la cosa che rappresenta e ne condivide la struttura.
Solve et coagula
latino: «sciogli e coagula»La formula operativa dell'Opera: dissolvere ciò che è irrigidito e dare forma a ciò che è dissolto, in passaggi alternati. In Paracelso diventa il gesto medico:
Specchio, contrasto, convergenza
il linguaggio con cui questo sito mette in relazione tradizioni diverseI tre modi con cui il sito accosta due mappe senza affermarne l'equivalenza. Specchio: un'altra via permette di vedere la stessa regione da fuori del proprio lessico, come il pranamaya kośa rispetto al corpo eterico.
Tat tvam asi
sanscrito: तत् त्वम् असि, tat tvam asi, «tu sei quello»La grande sentenza della Chāndogya Upaniṣad: il sé profondo è il fondamento del reale. Non un'informazione da credere ma un riconoscimento a cui la pratica conduce.
Tria prima
latino: «i tre primi»; zolfo, mercurio, saleI tre principi di Paracelso: Sulphur, il principio igneo dell'anima, che brucia e vuole; Mercurius, il principio fluido dello spirito, che connette e media; Sal, il principio fisso del corpo, che cristallizza e permane.
Turīya
sanscrito: तुरीय, turīya, «il quarto»Nella Māṇḍūkya Upaniṣad, il quarto stato della coscienza dopo la veglia, il sogno e il sonno profondo. Non è uno stato fra gli altri: è la coscienza che pervade e sostiene tutti e tre.
Ātman
sanscrito: आत्मन्, ātman, «sé», in origine «soffio»Il sé profondo, distinto dall'io empirico fatto di corpo, pensieri ed emozioni. Le Upanishad lo riconoscono identico al Brahman: è il cuore della non-dualità. Non è un sesto involucro: è il puro Soggetto che tutti li permea.