Le Upanishad descrivono l'essere umano attraverso il modello dei pañca kośa: cinque guaine, o involucri, che avvolgono il Sé puro. La parola kośa significa fodero, guaina, custodia: qualcosa da cui ci si sfila. Questo dettaglio grammaticale porta con sé un intero programma di vita, ed è il punto in cui questa mappa si separa da quella di Steiner più di quanto i nomi lascino vedere.
I gradini
- Annamaya kośa अन्नमय कोशl'involucro fatto di cibo
Il corpo fisico, costituito e mantenuto dal cibo. Il piano più denso.
Il corpo fisico di Steiner, il Sal di Paracelso.
- Pranamaya kośa प्राणमय कोशl'involucro fatto di prāṇa, il soffio vitale
Il corpo vitale ed energetico. Il prāṇa non è l'aria che si respira: è la vita che circola nell'aria, nel cibo e negli esseri. Governa la respirazione, la circolazione, le funzioni energetiche del corpo.
Il corpo eterico steineriano, come specchio funzionale. È l'accostamento più frequente e anche il più abusato.
- Manomaya kośa मनोमय कोशl'involucro fatto di manas, la mente
Il corpo mentale ed emozionale: la mente ordinaria, le emozioni, i desideri. Più sottile del prāṇa.
Il corpo astrale.
- Vijnanamaya kośa विज्ञानमय कोशl'involucro fatto di vijñāna, l'intelletto che discerne
L'intelletto superiore, buddhi: la facoltà discriminante, il discernimento, la coscienza morale. Più vicino all'Ātman.
L'anima cosciente di Teosofia ha una struttura analoga, e la somiglianza è annotata nella scheda del volume.
- Anandamaya kośa आनन्दमय कोशl'involucro fatto di ānanda, beatitudine
Lo stato del sonno profondo: la coscienza senza oggetti, vicina all'Ātman ma ancora non identica a esso.
Non ha corrispondente diretto nelle mappe occidentali del sito. È uno dei punti in cui la tavola comparata resta vuota, e la casella vuota è un'informazione.
L'Ātman, che non è il sesto involucro
L'Ātman sta al centro di tutti i kośa, e non è un sesto involucro: è il puro Soggetto che li permea tutti e a cui tutti appartengono. Le Upanishad lo riconoscono identico al Brahman, il fondamento del reale, e la grande sentenza della Chāndogya lo dice in tre parole: tat tvam asi, «tu sei quello». Non è un'informazione da credere, è un riconoscimento a cui la pratica conduce.
Quello che solo questa mappa dice
La via che questa mappa indica è neti neti, «non questo, non quello»: si nega sistematicamente ogni cosa con cui ci si identifica per errore, e ciò che resta quando si è negato tutto è il testimone, che non può essere negato perché è il negatore stesso. È la sola mappa del sito in cui il metodo è la sottrazione.
La fonte
Upanishad, in particolare la Taittirīya Upaniṣad; edizione Filippani-Ronconi. La mappa conta cinque guaine, e un centro che non è una guaina.
- Upanishad, Upanishad antiche e medie
- Il Glossario Teosofico, Helena Petrovna Blavatsky
La mappa seguente è Le tre anime, nefesh, ruach, neshamah, e i due livelli che alcuni aggiungono.
- Si depone o si lavora, dove la differenza fra una guaina e un corpo da educare diventa il punto centrale
- I quattro corpi, la mappa a cui questa viene sovrapposta più spesso